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Calcolo regime forfettario
Dai ricavi al netto: contributi INPS, imposta sostitutiva e quanto ti resta ogni mese con la partita IVA forfettaria.
Aggiornato alle regole 2026
Come funziona il calcolo
Nel regime forfettario le spese non si deducono una per una. Si applica ai ricavi un coefficiente di redditività che dipende dal codice ATECO: il risultato è il reddito su cui si pagano i contributi e l'imposta.
Dal reddito si sottraggono i contributi previdenziali versati, e sulla differenza si applica l'imposta sostitutiva: 15% in generale, 5% per i primi cinque anni di una nuova attività che rispetta le condizioni di legge. Con il regime forfettario non si pagano IRPEF, addizionali e IRAP, e le fatture sono senza IVA.
Il netto mostrato è quanto resta dei ricavi dopo contributi e imposta. Sono tasse e contributi di competenza dell'anno: nel primo anno di attività l'anticipo dell'anno successivo può far pesare di più i versamenti.
Cosa non è incluso
Gli artigiani e i commercianti pagano un contributo minimo fisso anche se il reddito è basso, e questo calcolo non lo considera. Non sono considerati nemmeno gli eventuali contributi di una cassa professionale, il bollo sulle fatture o i costi reali sostenuti per l'attività (che nel forfettario non riducono le tasse ma riducono il guadagno vero).
Domande frequenti
Quando si esce dal regime forfettario?
Se i ricavi superano 85.000 € si esce dall'anno successivo. Se superano 100.000 € si esce subito, già dall'anno in cui avviene il superamento, e l'IVA va applicata dalle operazioni successive.
Posso essere forfettario se sono anche dipendente?
Sì, ma non se il reddito da lavoro dipendente o da pensione nell'anno precedente ha superato 35.000 €. Con questo limite si perde il regime dall'anno successivo.
Chi paga i contributi nella gestione separata?
I professionisti senza una cassa propria versano l'aliquota alla gestione separata INPS, che per i titolari di partita IVA senza altra copertura è il 26,07% del reddito.
Conviene il forfettario rispetto al regime ordinario?
Spesso sì quando le spese sono basse, perché l'imposta è piatta al 15%. Se le spese reali superano la quota che il coefficiente ti "toglie" dai ricavi, il regime ordinario può convenire. Un commercialista può farti un confronto sui tuoi numeri.
Fonti
Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89 e successive modifiche; Agenzia delle Entrate, guida al regime forfettario; INPS, circolari annuali sulle aliquote contributive di gestione separata, artigiani e commercianti. Il calcolo è una stima semplificata: per scelte importanti rivolgiti a un professionista.